Quando la sostenibilità ambientale non era ancora al centro del dibattito, abbiamo preso un bilayer complesso, apparentemente inutilizzabile, e lo abbiamo trasformato in un compound antiurto, omogeneo e pronto per la stampa industriale, grazie a compatibilizzanti reattivi, regrading molecolare e una buona dose di problem solving.
PET-PE ANTIURTO
Il primo progetto SPINPET e l’origine del nostro nome.

Valorizzare imballaggi bilayer post-consumo, in particolare quelli a base PET/PE, comunemente usati per vaschette alimentari.
Come abbiamo trasformato un rifiuto complesso in un materiale funzionale: un caso concreto di riciclo avanzato, upcycling mirato e innovazione applicata.
Dalla formula al mercato
Valorizzare imballaggi bilayer post-consumo, in particolare quelli a base PET/PE, comunemente usati per vaschette alimentari.
Un materiale difficile da riciclare, spesso considerato uno scarto senza futuro. Noi l’abbiamo trasformato in un prodotto funzionale, brevettato e lavorabile su scala industriale per impieghi e applicazioni come rivestimenti termoformabili per superfici verticali in ambienti commerciali, in particolare nel settore retail.

Il problema:
PET/PE/EVA, una combinazione difficile
La plastica post-uso (e post-industriale) contiene spesso film multistrato accoppiati, in cui:

PET
garantisce resistenza meccanica e barriera ai gas

PE
offre flessibilità e sigillabilità

EVA
è spesso presente come coadiuvante o adesivo
Questi polimeri sono chimicamente incompatibili. In più, la presenza di adesivi complica ogni fase del riciclo, rendendo i materiali ottenuti non omogenei, instabili, e meccanicamente deboli.
La sfida tecnica:
compatibilizzare e rigradare
Per rispondere a queste criticità, SPINPET ha intrapreso un duplice percorso tecnico:
1 Compatibilizzazione tra le fasi polimeriche immiscibili.
2 Rigradazione del PET per recuperare le proprietà perse nella filiera del riciclo.

SEM PET-PE non compatibilizzato

SEM PET-PE compatibilizzato
I risultati:
un materiale brevettato, lavorabile e antiurto
La formulazione finale ha portato a un compound estrudibile in testa piana, dotato di:
– Ottima omogeneità morfologica
– Proprietà antiurto
– Lavorabilità su impianti industriali standard
Il tutto coperto da brevetto (ITPI20110090A1: “Materiale termoplastico antiurto a base di polimeri di policondensazione e suo metodo di produzione”).
Il compound ottenuto è personalizzabile in una varietà di colorazioni, rendendolo adatto non solo sotto il profilo tecnico ma anche estetico, ad esempio per il rivestimento di interni in spazi retail e commerciali, dove la resa visiva è un elemento distintivo.

Dalla formula al mercato:
rete industriale e personalizzazione
La nostra attività non si esaurisce in laboratorio. SPINPET opera a stretto contatto con i produttori di compound, a cui forniamo la formulazione brevettata e le linee guida di processo per convertire il materiale post-consumo in granuli pronti per applicazioni finali ad alte prestazioni.
Cosa dimostra questo progetto?
- Che anche i rifiuti più complessi possono essere valorizzati con intelligenza tecnica e visione industriale.
- Che la ricerca applicata è in grado di generare soluzioni concrete, sostenibili e scalabili.
- Che SPINPET è il partner giusto per chi vuole innovare nei materiali partendo da ciò che oggi è scarto.

